Sala d’Ercole, Finanziaria 2026: continuano le votazioni

Martedì 16 dicembre, nella Sala d’Ercole del Palazzo dei Normanni di Palermo, si è dato il via alla votazione della Manovra, tra un’opposizione pronta a sfoggiare le sue “armi” migliori ed un centrodestra pervaso al suo interno da malumori e rivendicazioni. Secondo il programma stabilito precedentemente dalla conferenza dei capigruppo, come stabilito, le votazioni dovrebbero chiudersi entro e non oltre sabato 20. Sono dei tempi molto limitati considerando i 134 articoli da approvare.

Dopo il via libera all’articolo all’articolo 1 della Manovra, relativo agli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, che ha trovato largo consenso, con la minoranza disposta a collaborare per apportare miglioramenti al testo. Tuttavia, la maggioranza è “scivolata” in due occasioni sul voto segreto, nel corso degli emendamenti al disegno di legge sul Bilancio, riguradanti il capitolo istruzione: uno a firma della pentastella Roberta Schillaci sull’edilizia scolastica e l’altro avanzato dall’assessore al ramo Mimmo Turano sulle scuole private. Intanto dalla maggioranza stesa, filtrano delle novità sugli ordinamentali, di cui una ventina sarebbero stati presentati dalle opposizioni, accusati di gonfiare il testo della legge di Stabilità. Circa una quarantina di ordinamentali saranno esclusi, compresi quelli avanzati dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca.

Gli ordinamentali. Secondo indiscrezioni, tutti gli articoli ordinamentali che non sono di spesa, potrebbero essere stralciati. Infatti, l’idea sarebbe quella di realizzare un collegato che sarà succesivamente votato in aula nel prossimo mese di gennaio. Per quanto concerne quelli di spesa di carattere generale, si avvicina la possibilità di un maxi emendamento per provare una scrematura e trovare un accordo tra la maggioranza e l’opposizione.

I forestali. Dopo gli interventi della forzista Margherita La Rocca Ruvolo, che ha chiesto ulteriori chiarimento all’assessore Faraoni e, il pieno appoggio da parte del Presidente della VI Commissione Salute Pippo Laccoto, il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro ha chiesto di passare all’articolo 13 relativo ai forestali. Le risposte dell’assessore non bastano, ma abbiamo l’esigenza di passare all’articolo 13, ai forestali, considerando anche la complessità degli articoli 9, 10, 11 e 12. Non vogliamo ci siano notizie distorte. Noi non siamo contro i lavoratori e non vogliamo applicare il voto segreto. Chiediamo di trattare questa norma anche per respingere ogni tentativo da parte di una maggioranza sempre più divisa, di scaricare su altri le loro tensioni.”

Le opposizioni sono così passate sulla difensiva, dichiarandosi pronte a votare subito la misura, contro le presunte voci di ostruzionismo provenienti dal mondo sindacale e accusando il governo di non aver mai proposto una riforma.

Voto segreto. Sull’uso possibile del voto segreto, il presidente della Commmissione Antimafia Antonello Cracolici ha dichiarato: “C’è stata una spinta che sollecitava la maggioranza, che è formale e non sostanziale, di vendicarsi del video di un deputato di maggioranza che parlava dell’approvazione di questa misura. E’ da stupidi assecondare una vendetta sulla pelle di queste persone“. Noi lo voteremo, ma le risorse sono solo per il 2026. E per il 2027 e il 2028? Questa, inoltre, è una misura che prevede la privatizzazione del settore forestale, con le risorse dirottate direttamente ai parchi archeologici“.

Ignazio Abbate, presidente della Commissione Affari istituzionali, nel suo intervento ha dichiarato: “E’ uno degli interventi più qualificanti di tutte le manovre realizzate. Abbiamo dato risposte agli Asu, ai Consorzi di Bonifica e lo abbiamo fatto per tanti enti. l provvedimenti sui forestali sono importanti e ci permette di far passare i lavoratori da 78 a 101 giornate e da 101 a 151 giornate. Un intervento che altri governi non sono riusciti a portare avanti“.Oggi mettiamo questi lavoratori in sicurezza. Dobbiamo assicurarci che le aziende provinciali possano portare avanti progetti per la piantumazione, la realizzazione di opere, di stradelle, di muri a secco, di contenimento, anche per la parte alluvionale oltre che incendi, per permettere altre giornate lavorative oltre quelli stabilite per legge. La direzione è quella giusta. Spero l’assessore chiarisca il fatto che le risorse ci sono solo per il 2026, e non per gli altri anni, e allontanare così le speculazioni. Con orgoglio dico che questo è un intervento importante, che come gruppo abbiamo sostenuto, che abbiamo portato sul tavolo e che il presidente Schifani ha portato avanti.“

Scontro La Vardera-Faraoni. Nonostante le difficoltà nel portare avanti i lavori, l’obiettivo della giornata odierna è quello di approvare, oltre all’articolo 8, anche gli articoli 10,13,14,15. Ma le votazioni hanno avuto una nuova battuta d’arresto, a causa dell’intervento del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che ha puntato il dito contro l’assessore Daniela Faraoni sull’articolo 8(provvedimenti in ordine al governo delle liste di attesa nelle Aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario regionale). Il tema dello scontro è stato: il personale all’interno dell’assessorato, comandato da altre amministrazioni.

Ismaele La Vardera, nel suo intervento ha denunciato: ““La figlia di Iacolino, la moglie del sindaco di Palermo, il cugino dell’assessore Tamajo e tanti altri vengono comandati negli uffici dell’assessorato alla Salute. Dei veri e propri medici imboscati che anziché stare in corsia, considerata la carenza di medici, vengono super pagati per stare in ufficio. Si parla, per questi parenti e amici, di stipendi di circa 9000 euro al mese. Il tutto mentre la gente non può neanche prenotarsi una visita urgente e con gli ospedali che non hanno più medici e con infermieri che sono allo stremo per continuare e garantire il servizio. Li ripeto: la figlia di Iacolino, la moglie di Lagalla e il cugino di Tamajo. Qua parliamo di soldi per i siciliani ma poi le porcherie vengono fatte a discapito della loro salute, vergogna“. Nel link che segue potete vedere l’internvento del depitato Ismaele La Vardera. https://www.facebook.com/ismaeleiena/videos/898125729539440/?extid=CL-UNK-UNK-UNK-IOS_GK0T-GK1C

Daniela Faraoni ha risposto: “L’atto che ha portato in aula  è un atto di ricognizione che ho fatto elaborare. C’è un’organizzazione molto sofferte sulle presenze operative di risorse umane. Deve vedere anche le scadenza naturali. Dietro gli atti di rinnovo ci sono contratti che risalgono anche al 2008. Non apprendiamo questo oggi. Ci sono operatori che lavorano. E’ una situazione difficile e penosa e ho applicato le regole. Prima di smobilitare devono assicurare le funzioni di produzioni e ho fatto un atto di interpello e sono arrivate quattro istanza per la Pianificazione Strategica e due per il Dasoe. C’è una carenza per i profili di dirigenza adeguati. E’ necessaria la continuità del funzionamento, è un problema che devo porre. Dentro questa lista ci sono persone che si occupano di Pnrr, prevenzione e di attività gestionale dei presidi ospedalieri. Intendimento di interrompere questo modus, ma dobbiamo garantire le modalità operative perché alcuni sono lì da 15 anni e nessuno di questi è arrivato negli ultimi 11 mesi di mia presenza“.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, che ha rilanciato per il nuovo anno “una Commissione di inchiesta sulla sanità e sulla gestione dell’assessorato. E’ un dovere capire cosa è successo in questi anni“.

A conclussione di questa intensa giornata di votazioni, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ha espresso: “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione dei primi tre articoli, che contengono alcune delle misure più caratterizzanti della Manovra“. Altre norme di grande impatto per l’economia regionale sono ancora da discutere confido che l’aula prosegua con il senso di responsabilità che l’ha sinora contraddistinta. La priorità assoluta è dotare la regione di una legge di stabilità completa di tutte le misure necessarie a imprimere ulteriore spinta all’economia dell’isola e a dare risposta alle tante istanze che provengono dal mondo del lavoro e dagli enti locali. La presidenza dell’Ars – ha concluso – sarà, come sempre, garante

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