Canicattì, assolto Giuseppe Alaimo: non faceva affari con la droga della mafia gelese. Giuseppe Alaimo, vice presidente del Consiglio Comunale di Canicattì è stato assolto dall’accusa di aver acquistato della cocaina da un esponente del clan mafioso di Gela ai fini di spaccio. Ad assolverlo è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Caltanissetta Lorenza Santacroce.

Cosa hanno contestato ad Alaimo? Ricordiamo che è stato coinvolto nell’inchiesta “Ianus”, operazione antimafia svolta dalla Polizia nel marzo 2024. Nell’inchiesta, si ipotizzava e si accusava il vice-presidente del consiglio, autosospesosi dopo l’accusa, di favorire il traffico e la detenzione illecita di droga legato ai clan di Gela. Gli affari, dalle indagini si estendevano fino all’Agrigentino. Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, si era dimesso anche dall’incarico di presidente provinciale della Democrazia Cristiana. I suddetti fatti contestati risalgono al 2019 e gli affari si estendevano nell’agrigentino. Anche il pubblico ministero della Dda di Caltanissetta, Claudia Pasciuti, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione. Al processo, in tutto sono finite 64 persone tra cui sette agrigentini.
In una nota, Giuseppe Alaimo dichiara: “La sentenza emessa oggi dal tribunale di Caltanissetta conferma la mia innocenza e ribadisce la mia onestà e integrità. Vorrei ringraziare in primis la mia famiglia , i miei amici e i sostenitori che in questo anno difficile mi sono stati vicini con il loro sostegno ed affetto. Ringrazio i miei legali Avv.ti Giacinto Paci e Giuseppe Dacquì per la loro professionalità e l’impegno profuso. Ringrazio tutti i vertici del mio partito. È una vittoria della giustizia, non solo personale, ma anche istituzionale, contro una deriva giustizialista che troppe volte ha sostituito il garantismo con la condanna preventiva. Con grande sollievo e soddisfazione, annuncio che sono stato assolto dalle accuse che mi erano state rivolte.”
L’avv. Giacinto Paci, insieme al collega Giuseppe Dacquì, hanno dichiarato: “Siamo sempre stati consapevoli della sua innocenza. Anche la scelta del giudizio abbreviato è andata in questa direzione. Il grande clamore mediatico gli ha arrecato gravi danni e gli ha impedito di svolgere con serenità il suo ruolo di vice presidente del consiglio comunale”.