Questa mattina, il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo, è comparso davanti al Gip di Caltanissetta, Santi Bologna, per l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta per presunti casi corruzione al centro di formazione Cefpas. Per il deputato, la procura ha chiesto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Durante l’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha depositato un’articolata nota scritta a sua firma. Ad affermarlo è stato uno dei suoi legali, l’Avv Lillo Fiorello, con la quale ha spiegato i passaggi fondamentali della richiesta del PM.
Cosa è stato comunicato nella nota? “L’assistito ha sostenuto di non aver stretto nessun accordo corruttivo. Confidiamo nel fatto che non venga applicata nessuna misura cautelare anche perché riteniamo che questi accordi corruttivi non siano sussistenti. Con le giovani ragazze non c’era nessun do ut des. Si tratta solo di segnalazioni per dei contratti che erano assolutamente legittimi che il Cefpas poteva fare e che rientravano nella discrezionalità del direttore del centro, ma con le singole persone non c’è nessun accordo tant’è che non è neppure contestato.” L’ Avv. Fiorello ha precisato: “È contestata la segnalazione nel più ampio quadro di un accordo corruttivo che lo avrebbe visto legato, secondo l’accusa che noi invece contestiamo, con Capodieci per un verso e Sanfilippo per un altro. Non ravvisiamo nessuna serialità nelle richieste dell’onorevole Gallo Afflitto le richieste sono limitate: sono sette rispetto a centinaia di migliaia di contratti Cococo Che faceva il Cefpas e sono tutte richieste legittime con contratti che nessuno ha mai detto che siano illeciti o illegittimi. Siamo fiduciosi”.