Concluso il Mandorlo in Fiore: il Tempio d’oro va al Messico

Nella giornata conclusiva della Kermesse, svolta al Palacongressi di Villaggio Mosè (e non nella splendida cornice della Valle dei Templi, a causa del maltempo) il Messico ha vinto la 78°edizione del Mandorlo in Fiore. Il gruppo del Messico, oltre ad aggiudicarsi l’ambito premio del “Tempio d’oro“, quest’anno ha anche conquistato il premio Claudio Criscenzo che 4 giorni fa è stato assegnato al gruppo “Compagnia Infantil Hueyilatoani”, conferito nell’ambito della 23esima edizione del festival internazionale delfolclore “I bambini del mondo”.

Concluso il Mandorlo in Fiore: il Tempio d'oro va al Messico

La premiazione. Nonostante il tempo non sia stato clemente, all’interno del Palacongressi di Villaggio Mosè, si è registrato il sold out. A consegnare il Tempio d’oro sono stati il Prefetto Salvatore Caccamo e il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè. Nel consegnare il premio al gruppo del Messico, il primo cittadino ha dichiarato: “Quest’anno, alla fine del mio saluto di venerdì sera, prima della Fiaccolata dell’Amicizia, ho detto che Agrigento è la capitale internazionale della pace. Parole che mi sono venute dal cuore, ci sono del resto 57 conflitti armati, 90 Paesi coinvolti, è la terza guerra mondiale a pezzi. Il Papa, stamattina, durante l’Angelus, ha implorato il cessare il fuoco. E lo stesso facciamo oggi, adesso, noi da Agrigento, capitale internazionale della pace”. Al Messico è stato assegnato anche il premio Re Capriata.

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Gli altri riconoscimenti. Alla Serbia è andato il premio Gigi Casesa; all’Ucraina il premio per i Migliori costumi; all’Ungheria il premio Giuggiù Gallo e Migliore musica; alla Bulgaria il premio Miglior danza e alla Georgia il premio Costa del Mito.

Concluso il Mandorlo in Fiore: il Tempio d'oro va al Messico
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Il pensiero di Carmelo Cantone: “Voglio dirvi che la partecipazione è stata incredibile. Avete votato con un entusiasmo travolgente e noi, dietro le quinte, abbiamo passato la notte a scrutinare ogni singola scheda. È stato un vero testa a testa, una sfida emozionante tra culture e tradizioni diverse che ci hanno fatto sognare. Ma come in ogni grande competizione, alla fine, solo un gruppo sale sul gradino più alto. Oggi non celebriamo solo un vincitore, ma la bellezza di un popolo che si ritrova unito sotto il segno della pace e del folklore.”

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