Canicattì, undici consiglieri firmano la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Corbo

L’emergenza idrica ha messo in difficoltà tante famiglie e tante attività commerciali. La scelta di richiedere la mozione di sfiducia è stata valutata attentamente, a causa della situazione critica che la città di Canicattì sta vivendo. A firmare la mozione sono stati i consiglieri Angelo Cuva, Gianluca Cilia, Fabio Falcone, Calogero Muratore, Giangaspare Di Fazio, Giuseppe Alaimo, Calogero Restivo, Dario Curto, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Lalicata e Anita Alessi. Per giorno 12 marzo, i consiglieri prevedono di depositare la mozione in segreteria. Fino a tale data sarà disponibile presso l’ufficio di presidenza per eventuali ulteriori adesioni.

Canicattì, undici consiglieri firmano la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Corbo

“Di fronte ad a una situazione segnata da disservizi, ritardi e responsabilità mai pienamente assunte, abbiamo ritenuto non più rinviabile un atto politico chiaro e responsabile: la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Vincenzo Corbo. Un documento analitico e costruito nel tempo, nel pieno rispetto delle regole e con senso delle istituzioni. Nella nota, i consiglieri annunciano anche una conferenza stampa che si terrà il 6 marzo alle ore 18:00 presso il Caffè Letterario.

Canicattì, undici consiglieri firmano la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Corbo

Inoltre i consiglieri ribadiscono con chiarezza che l’intero consiglio comunale è stato informato da settimane dell’avvio di questo percorso. La conclusione della prima bozza della mozione è stata comunicata formalmente per tempo. Nessuna iniziativa improvvisata, nessuna imboscata, nessuna manovra opaca. Tutto è avvenuto alla luce del sole, con l’obiettivo di aprire un confronto serio e pubblico sul futuro amministrativo della città. L’obiettivo non è imporre un documento, ma portare la discussione nell’unico luogo legittimo del confronto democratico: l’aula consiliare. In quella sede, davanti alla città, ciascun consigliere sarà chiamato ad assumersi la propria responsabilità politica.

La norma vigente che regola l’istituto della sfiducia nei Comuni siciliani è la seguente:

  • 1. Il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessanta per cento dei consiglieri assegnati o, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, dai due terzi dei consiglieri assegnati, con arrotondamento all’unità superiore.
  • 1-bis. La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco non può essere proposta prima del termine di ventiquattro mesi dall’inizio del mandato né negli ultimi centottanta giorni del mandato medesimo.
  • 2. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati. E’ posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione è approvata, si procede allo scioglimento del consiglio ed alla nomina di un commissario.

Nella nota i consiglieri concludono: “Questo passaggio è fondamentale per garantire alla città un dibattito pubblico, trasparente e definitivo su quanto accaduto negli ultimi anni e, in particolare, sulla gestione dell’attuale emergenza idrica.”

Canicattì, undici consiglieri firmano la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Corbo. Si preannunciano settimane culminanti per la politica canicattinese che potrebbero portare ad un “tutti a casa”, con il conseguente insediamento del commissario regionale con le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale.

2 thoughts on “Canicattì, undici consiglieri firmano la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Corbo

  1. La testata fanalino di coda di tutte le altre… Le notizie con il fuso orario, LA VOCE DEL RITARDO 🤣

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