Dopo cinque anni di mandato, la consigliera comunale Anna Muratore ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. Una decisione che ha preso con amarezza ma anche con la consapevolezza che oggi, lasciare sia la scelta più coerente nei confronti dei cittadini che ha creduto in lei. Di seguito il comunicato stampa nel quale vengono spiegate le motivazioni che hanno spinto la consigliera Muratore a lasciare il proprio in carico.
Il comunicato stampa dell’ex consigliera Anna Muratore. “Non voglio più essere complice di un sistema nel quale non mi riconosco. Mi dimetto da consigliera comunale e questa è una decisione che prendo con amarezza, ma anche con la consapevolezza che, oggi, lasciare sia la scelta più coerente e rispettosa nei confronti dei cittadini che hanno creduto in me. Questa è stata la mia prima esperienza politica. Sono entrata in Consiglio comunale con l’entusiasmo di chi voleva dare il proprio contributo al paese e con la fiducia di circa 300 cittadini che hanno scelto di votarmi. Per me quei 300 voti non sono mai stati semplicemente un numero: erano 300 persone che avevano riposto in me la loro fiducia. Ed è anche per rispetto di quella fiducia che sono rimasta fino ad oggi. Ma adesso devo essere sincera con me stessa e con loro: non mi riconosco più nel modo in cui questa amministrazione sta gestendo il paese. Un paese che non merita di essere lasciato così. Sono profondamente sdegnata per ciò che vedo ogni giorno. Il nostro paese è arrivato, a mio avviso, a un livello di degrado e di abbandono che non può più essere ignorato . Manca l’acqua e, quando finalmente arriva, in molti casi viene persa lungo le strade a causa di tubature rotte.”
Nel comunicato la Muratore continua: “Ci sono erbacce ovunque, spazzatura, strade che necessitano di interventi e situazioni di degrado che continuano a essere segnalate. E poi c’è il problema della vita del paese. Quest’estate il paese è sembrato completamente morto. Non si tratta soltanto della mancanza di grandi eventi: un’amministrazione dovrebbe avere la capacità di creare occasioni di aggregazione, iniziative, momenti di incontro e di valorizzazione del territorio. Invece abbiamo vissuto un’estate senza una vera programmazione e senza quella vitalità che un paese dovrebbe avere.“
Ancora più grave è il tema della sicurezza. “Ci sono zone nelle quali la sera le persone non si sentono sicure a camminare. I cittadini lamentano situazioni di degrado e una presenza di microcriminalità che richiederebbe maggiore attenzione e maggiori controlli. Non voglio creare allarmismo, ma nemmeno possiamo fare finta che il problema non esista. Quando un cittadino ha paura di uscire di casa la sera, le istituzioni hanno il dovere di ascoltarlo e di intervenire. Lo stesso vale per le strade. Per la mia attività professionale, essendo titolare di un’infortunistica stradale, conosco bene i danni che possono provocare una strada dissestata, una buca o una situazione di pericolo non adeguatamente segnalata. Ed è paradossale che iostessa, contemporaneamente consigliera comunale e professionista, mi sia trovata più volte a segnalare buche e situazioni pericolose che possono danneggiare le automobili e, soprattutto, mettere a rischio le persone. Alcune di queste situazioni si trovano addirittura in prossimità delle scuole, dove ogni giorno transitano bambini piccoli. Ci sono strade nelle quali, soprattutto nelle ore serali, si rischia concretamente la propria incolumità. Ci sono semafori non funzionanti, cartelli stradali distrutti, cancellati o addirittura mancanti in varie zone. Non possiamo aspettare che accada una tragedia per decidere di intervenire: la prevenzione deve venire prima dell’incidente.”
L’aspetto politico per il quale la Muratore non può tacere. “In questi cinque anni non sono mai stata realmente coinvolta dal sindaco nelle decisioni dell’amministrazione . Non ci sono stati incontri, confronti o momenti di discussione nei quali poter affrontare insieme le problematiche del paese e cercare soluzioni. Io credo che si possa amministrare anche avendo idee diverse. Si può essere in disaccordo, ma la politica senza confronto perde il suo significato . Non si può pensare di amministrare un paese senza ascoltare chi quel paese lo vive e senza dare spazio alle esigenze che arrivano quotidianamente dai cittadini.”
“In questo contesto, anche la mia presenza in Consiglio comunale ha perso, ai miei occhi, il significato che aveva all’inizio. Per questo ho scelto di non partecipare più ai Consigli. Non lo faccio per disinteresse e non lo faccio con leggerezza: lo faccio perché non voglio occupare una sedia semplicemente per dire di essere ancora consigliera . Per me fare politica significa avere la possibilità di incidere, proporre, confrontarsi e lavorare per cambiare le cose. Se tutto questo viene meno, allora bisogna avere il coraggio di riconoscarne i limiti e agire di conseguenza. Questa scelta che preso non è un resa e so che qualcuno potrebbe interpretare questa decisione come una resa. Non lo è. Per me sarebbe una resa continuare a far finta che tutto vada bene. Mi dimetto da un incarico, non dal mio senso di responsabilità verso il paese e verso i cittadini. Quei circa 300 cittadini che mi hanno dato fiducia cinque anni fa meritano rispetto. Ed è proprio per questo che non voglio più mantenere un ruolo nel quale, nelle condizioni attuali, non sento di poter dare il contributo che avevo promesso. Ho scelto di entrare in politica per cercare di fare qualcosa per il mio paese; oggi scelgo di lasciare perché non voglio essere parte di un sistema nel quale non riesco più a riconoscermi. Ma questo non significa che smetterò di interessarmi del mio paese. Continuerò a vedere le buche, continuerò a vedere il degrado, continuerò ad ascoltare i cittadini e continuerò, perquanto mi sarà possibile, a segnalare ciò che non funziona.”
Nel comunicato la Muratore conclude come segue: “La politica è responsabilità . E quando non riesci più a esercitare quella responsabilità nel modo in cui ritieni giusto, avere il coraggio di lasciare è, forse, la scelta più difficile ma anche quella più coerente. Io oggi scelgo di lasciare. Non perché il mio paese non mi interessa, ma proprio perché mi interessa troppo per continuare a stare in silenzio.”