C’è un grande fermento tra gli elettori che attendono di sapere la fine di questa vicenda e, tra essi, tanti impiegati provinciali del libero consorzio di Agrigento che stanno cercando di capire il modo in cui la magistratura ha deciso di ristabilizzare questa vicenda. Riccardo Gallo non mette piede da anni alla provincia, da quando ha iniziato la sua lunga carriera politica fino all’elezione a Deputato, interrottasi giorni fa, grazie alla sua scelta di dimettersi al fine di ottenere la scarcerazione, ma nessuno potrà mai negargli il diritto al lavoro. Naturalmente dovremmo cercare di capire bene CHE LAVORO.

Potrebbe occupare gli uffici dirigenziali? Da quello che hanno comunicato i suoi avvocati sembrerebbe di no, anche perchè non lo ha mai richiesto ne, tantomeno, gli è stato assegnato. Chiaramente in base alla luce di quanto emerso, sarebbe stato abbastanza strano ritrovarselo, ad esempio, dentro il gabinetto del presidente della provincia. Sarebbe stata una faccenda abbastanza opinabile e discutibile, considerando il fatto che tra i suoi capi d’accusa si parla di “CORRUZIONE”. Non a caso il presidente della provincia Giuseppe Pendolino, da quanto è stato riferito, non avrebbe per niente gradito tale possibilità, anche per una sorta di imbarazzo mediatico poiché si tratta sempre del suo ex partner elettorale e tale vicinanza sarebbe vista con estremo sospetto, quasi satirico, dall’intera opinione pubblica.

Dove dovrebbe lavorare Riccardo Gallo? Da quello che ci è dato sapere si parla del settore formazione, anche questo non è uno scherzo, visto che le accuse hanno visto protagonista il Cefpas, nonché centro per la formazione d’eccellenza, ma pare che sia l’area designata all’ex deputato regionale, con la possibilità di lavorare con la dirigente Maria Antonietta Testone. Ma i due hanno mai avuto rapporti politici? La risposta è si, infatti la dirigente in questione, è stata vicina alle posizioni politiche di Gallo, sarebbe a dire quelle di Forza Italia, per cui, tutt’oggi, è la responsabile regionale di Azzurro Donna. Una posizione che non può fare a meno di suscitare parecchie domande e, per certi versi, casi di stupore in tutte quelle persone che hanno seguito la spiacevole storia della “Corte dei Miracoli” che ha indignato l’intero panorama della politica e della formazione siciliana, specialmente dal fatto che attualmente, il partito in questione, è gestito da precedenti componenti dello staff dell’ex deputato.