Un canicattinese di 54anni è stato condannato in via definitiva ad un anno di reclusione, con pena sospesa. Il 54enne aveva ottenuto il reddito di cittadinanza, ommettendo il suo reale stato patrimoniale, a seguito del quale, le fiamme gialle avevano effettuato degli ulteriori controlli sulla veridicità della sua domanda. La decisione è arrivata dalla Cassazione dopo la sentenza, dopo che i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, hanno riscontrato che l’uomo aveva dichiarato il falso sul suo stato patrimoniale, esibendo dati non veri al fine di ottenere il sopracitato sussidio.
Cosa è successo nello specifico? Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe presentato nel marzo 2019 e nell’ottobre 2020 due distinte per ottenere il reddito di cittadinanza, omettendo delle informazioni ritenute determinanti per la corretta valutazione dei requisiti economici. Nella fattispecie, da una serie di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Canicattì sui percettori del reddito di cittadinanza, le fiamme gialle riscontravano che il canicattinese non aveva dichiarato alcuni beni immobili, ereditati dalla mamma. Le indagini hanno permesso di acquisire la documentazione ritenuta non veritiera e non idonea sulla situazione patrimoniale dichiarata dal 54enne.Elementi che, secondo l’accura avrebbero inciso direttamente sulla possibilità di ottenere il contributo pubblico. Nonostante il ricorso presentato dall’imputato, la Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo, confemando per il 54enne un anno di reclusione.