Ieri pomeriggio il giovane Canicattinese Giuseppe Anello, si è munito di cartelloni e da solo ha deciso di protestare, fermando il traffico, all’incrocio di Via Calvi dove da anni risulta che i semafori sono danneggiati. L’iniziativa di tale gesto è partita dal fatto che in questo incrocio, che costituisce un’arteria centrale della città, siano successi tantissimi incidenti, fortunatamente non gravi, causati dal fatto che non si riesce a gestire il forte flusso di automobili a causa dei semafori rotti ormai da tempo. Lo stesso Anello è stato coinvolto più volte in incidenti, causati dalla mancanza di tale sistema di controllo e, da quanto pare, non ci sia mai stato un vigile che abbia regolato il traffico nel suddetto incrocio.

Tale punto, oltre ad essere estremamente centrale, convoglia le auto provenienti da quattro strade molto larghe in cui, per naturale conformazione, capita molto spesso che vengano percorse a velocità sostenuta. Ancor più grave è il fatto che, da quel punto, passano i pullman che si recano alla fermata centrale di Canicattì, inoltre sulla stesso incrocio insiste persino un rifornimento di benzina da cui escono le auto e in cui parcheggiano gli stessi pullman. Pare chiaro che la questione di questo incrocio va posta sotto i riflettori e va portata all’attenzione di un’amministrazione comunale che, negli ultimi periodi, sta riuscendo a far parlare di se, ben oltre lo stretto di Messina.

Questo è il messaggio che il giovane Giuseppe Anello manda al sindaco Vincenzo Corbo di Canicattì: Ormai non ci resta che leccarci le ferite perchè questa città, in cui mi accingo a vivere, si sta trasformando in una palude inospitale. Signor Sindaco non voglio attaccarla ma voglio collaborare in qualità di cittadino e voglio che capisca la gravità della situazione. Ho avuto tanti incidenti in questo incrocio e non voglio più averne, pertanto protesto perchè voglio che i semafori vengano riparati, per tutelare i passanti da tale insidia. In questo incrocio, come sicuramente lei saprà, scendono auto e moto a velocità spesso sostenuta, a causa dell’ampiezza delle strade che diventano invitanti per tali accelerazioni. La prego di ascoltarmi e di porre rimedio a tale problematica e le garantisco che non appena inizierà a sistemare questo problema, mi metterò personalmente a disposizione per aiutarvi e mi impegnerò a riconoscerle l’impegno profuso. Mi sto facendo portavoce di tante persone che mi hanno sostenuto in quest’azione e tengo che non ignori la nostra richiesta di aiuto. Faccia il suo dovere e sistemi questa grave mancanza.