Appalti e mazzette: indagato Iacolino, in carcere un dirigente regionale ed un imprenditore

L’agrigentino Salvatore Iacolino è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, nell’ambito della inchiesta per corruzione che ha portato a due arresti. In manette finiscono il dipendente pubblico palermitano Giancarlo Teresi e Carmelo Vetro, già condannato per aver fatto parte della cosca di Favara. Inoltre, indagando sul conto di Carmelo Vetro, sarebbero emersi dei contatti con il manager della sanità Salvatore Iacolino, appena nominato direttore generale del Policlinico di Messina.

Appalti e mazzette: indagato Iacolino, in carcere un dirigente regionale ed un imprenditore
Salvatore Iacolino

La Procura guidata da Maurizio de Lucia ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di Salvatore Iacolino. Secondo la Procura Iacolino avrebbe agevolato il boss Vetro di Favara. I due arresti per corruzione aggravata dall’aver favorito Cosa nostra e detenzione di armi sono stati eseguiti in seguito alle indagini dello Sco della polizia (sezione investigativa di Palermo), della Squadra mobile e della Dia di Trapani, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo, Vito Di Giorgio.

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Giancarlo Teresi

Invece, per altri 4 indagati (Giovanni Aveni di Barcello Pozzo di Gotto, 67 anni, Antonino Lombardo di 47 anni e originario di Favara; il palermitano Francesco Mangiapane di 66 anni e l’agrigentino Salvatore Vetro di 37), è stata avanzata la richiesta di arresto e sono in corso delle perquisizioni in vista degli interrogatori preventivi fissati dal gip. Nel frattempo sono già stati sequestrati 228 mila euro, ritenuti provento della corruzione.

Le accuse a Iacolino. Il manager avrebbe messo a disposizione della famiglia mafiosa di Favara il potere e le relazioni costruiti negli anni in cui è stato dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale. Nello specifico avrebbe favorito incontri tra Carmelo Vetro e importanti funzionari regionali come la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso, ma anche con il capo del dipartimento della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina.

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