Lo stop degli autobottisti ha messo in ginocchio i cittadini e le attività di Canicattì. L’idea di realizzare una manifestazione pacifica e senza colori politici nasce dai problemi atavici che riguardano la città. Promotori dell’iniziativa, che si svolgerà giorno lunedì 9 febbraio alle ore 11:00 in Corso Umberto davanti il palazzo di città è stata promossa da Giuseppe Alaimo e Gianluca Cilia, con la collaborazione dell’Ing. Gaetano Rizzo che si è messo a disposizione che nel pomeriggio odierno hanno presentato il Piano di sicurezza al commissariato di Polizia. Tutta la cittadinanza, comprese le associazioni, le scuole, i partiti politici, il sindaco sono invitati ad aderire poiché l’acqua è un bene primario ed un diritto umano.
L’emergenza. La rete idrica ridotta ad un colabrodo che fa disperdere l’acqua per le strade non permette agli utenti di ricevere la sufficiente erogazione idrica. Per lo più la città è stata sempre rifornita dagli autobottisti che si sono messi in regola con AICA. Quest’ultima chiede l’allaccio alla rete idrica di tutte le le utenze dimenticando che non solo non fornisce l’acqua regolarmente ma che le disdette ai contratti sono state fatte negli uffici di pertinenza e regolarmente accolte. Disdette fatte perché non si riceveva acque, con bollette salate per le quali si acquistavano le autobotti. Quindi i cittadini non possono “svegliarsi illegali” da un giorno all’altro. Si dimentica anche il difficile periodo economico che si sta attraversando e che l’allaccio ha dei costi che molte famiglie al momento non possono sostenere, per un servizio che tra l’altro non potrà essere garantito.
Le autobotti della protezione civile sono una soluzione “tampone” che comunque lascia fuori “gli irregolari” che sono la stragrande maggioranza dei cittadini. Gli autobottisti sono padri di famiglia che hanno investito per regolarizzarsi e adesso si ritrovano fermi per richieste da parte di Aica non accettabili. Sono stati chiusi tutti i pozzi da dove prelevavano l’acqua.E’ stato lasciato a disposizione solo il serbatoio del parcheggio di padre Gioacchino La Lomia, denominato Partitore di Montagna di Canicattì. Il serbatoio ha un solo bocchettone e per riempire 26 autobotti si perde un’intera giornata di lavoro. In più gli autobottisti non possono consegnare più acqua a chi non ha l’allaccio ad Aica e devono controllare eventuali morosità.
Decisioni queste, prese senza il giusto preavviso. Occorre dialogo tra le parti e soluzioni che non siano drastiche come quelle prospettate. Non possono essere i cittadini a pagare le conseguenze di una gestione idrica
Il giornalista IN RITARDO… Ahahah. Inoltre ci sovviene che neanche rispondono alle domande e ai commenti.
Salve. L’ufficialità della manifestazione è stata divulgata nella serata di sabato stesso, giorno in cui è stato pubblicato l’articolo sul quale sta commentando. Saluti