Nel mese di agosto la scrittrice ha presentato la sua ultima fatica letteraria “La poesia come entità ideale, la dimensione etica dell’esistenza”. In questa sua ultima raccolta, la poetessa definisce la poesia come “Un’entità ideale dell’esistenza, riassunta in Etica, Essenza, Entità ed Eternità.”

kristina kralichin, scrittrice e poetessa macedone, è stata l’ospite d’onore della scorsa celebrazione finale della X°edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia”. Durante la svolgimento della serata, il direttore artistico Prof. Calogero La Vecchia ha conferito alla scrittrice il titolo di Ambasciatrice per i Paesi dei Balcani dell’Antica Accademia del Parnaso di Sicilia. Il riconoscimento di ambasciatrice è il risultato del suo costante e forte impegno nella creazione letteraria, dove attraverso le sue opere letterarie, l’autrice è riuscita a diffondere un pensiero libero e raffinato, superando le barriere linguistiche e rafforzando la dimensione etica fondata sui veri valori umani. Valori che vengono espressi anche nell’ultima fatica letteraria della poetessa. Il tour del libro ha fatto il giro del mondo e in anteprima riportiamo alcuni versi scritti dall’autrice:
- “Ritengo che, quando un uomo riconoscerà la caducità della vita, sarà in grado di definire il proprio valore morale come una chiara affermazione di ciò che significa vivere.”
- “Ogni giorno è unico, se arricchito da una creatività illimitata, poiché si manifesta come parte del subconscio, dove risiede l’essenza della sua unicità.”
- “È saggio quell’uomo che vede ad occhi chiusi, perché l’umanità è percepita e sentita nelle camere dell’anima ed è trasportata indietro nei secoli come un antico alfabeto del mondo, il sigillo della propria esistenza.”

Per la poetessa, la poesia è l’espressione emotiva della propria essenza dove con i versi trascritti, rappresenta la propria comprensione sia del mondo interiore che di quello esteriore, visto ed interpretato come un viaggio introspettivo atto a comunicare con il mondo, esprimendo le emozioni insite nell’uomo. Sempre secondo la scrittrice, considera lo spazio come quel qualcosa che separa l’uomo dalla sua essenza che è invisibile e, con il pensiero elaborato da queste emozioni intense, quello spazio diventa una prova concreta della nostra presenza proprio attraverso i sensi. In questo modo, si ha un’interpretazione reale della vita e, con la lingua universale della poesia, le sensazioni prendono “forma” e sono visibili a tutti.

Cosa è quindi la poesia per Kristina Kralicin? ” E’ la scrittura creativa dove le parole e i pensieri ben scritti, sono il messaggio dello scrittore che, una volta giunto al singolo lettore, quest’ultimo da un’elaborazione personale del messaggio stesso in base alle esperienze vissute.” Il libro è quel filo tanto sottile quanto solido che serve a trasmettere le vibrazioni dei pensieri e delle emozioni, considerate come “la dignità suprema della nostra natura primaria” che è molto più stratificata e profonda di quanto invece sia visibile.
La presenza della scrittrice al Parnaso Canicattinese ha confermato quanto nel tempo, il linguaggio universale della poesia abbia superato e, contestualmente, diffuso cultura, conoscenza e bellezza, che comunque è lo scopo del Concorso. Le poesie, scritte dagli autori di tutto il mondo e di qualsiasi fascia d’età, hanno trattato tematiche molto attuali come la pace nel mondo e molti altri, evidenziando nei loro versi, quanta profondità d’animo e sentimento, riescono ad essere espressi. Versi che parlano di valori umani che spesso in una società in continua evoluzione, non lascia il tempo a questi di essere valorizzati come dovrebbero. Possibilità concessa ed egregiamente rappresentata da tutti i partecipanti nazionali ed internazionali che. partecipando, hanno voluto esprimere il proprio pensiero, anche quello più profondo ed intimo.