Il libro, scritto da Beniamino Biondi, è stato presentato al pubblico il 29 giugno scorso e da quella data, l’autore ha iniziato un tour promozionale in tutta la Sicilia, che si concluderà a ottobre. Ieri pomeriggio, lo scrittore ha raggiunto la città di Licata, dove ha presentato la sua ultima opera nella location della “Cittadella del Sole”, sede attuale delle suore morelliane. L’evento è stato organizzato dal Rotary Club Licata presieduto da Carmelo Ciotta. Hanno collaborato l’Inner Wheel di Licata rappresentata dalla presidente Anna Dainotto e l’Interact di Licata presieduta da Laura Sica. Ospite in sala l’Architetto Calogero Brunetto, Presidente della Storia Patria di Agrigento che ha dialogato con Beniamino Biondi, con cui ha approfondito le tematiche e le modalità che lo hanno ispirato a scrivere il libro.

“Nell’isola che non c’è” è la rappresentazione dettagliata di 98 borghi presenti nel territorio siciliano, quasi tutti in stato di abbandono. Una narrazione completa e corredata di foto, di testi e di informazioni storiche raccolte scrupolosamente. L’autore, per effettuare la ricerca minuziosa di tutto il materiale, ha lavorato per circa 4 anni, al fine di fornire maggiori informazioni molto dettagliate. Lo scopo dello scrittore è quello di descrivere questi insediamenti. Nel farlo, segue un ordine cronologico preciso partendo dal primo borgo costruito nel 1922 fino all’ultimo, edificato nella prima metà del 1974. Questi paesaggi sono degli insediamenti rurali realizzati nel periodo fascista prima come villaggi per la colonizzazione del latifondo siciliano. Succevissamente sono stati costruiti, dall’Ente per Riforma Agraria in Sicilia (poi Ente di Sviluppo Agricolo), secondo la riforma agraria dell’epoca.

Oltre a narrare la loro bellezza, l’autore racconta tutte le vicende della riforma agraria. Per quanto i procedimenti rivoluzionari dell’epoca potessero essere innovativi, offrendo una prospettiva rosea per la produzione delle terre, la stessa riforma politica agraria fallimentare del tempo, non lo permise. Ciò ha precluso il fatto che oggi, la Sicilia non ha raggiunto l’eccellenza della produzione agricola che invece potrebbe avere.

Quest’ultima fatica letteraria sta raccogliendo i consensi sperati, poichè oltre ad essere molto apprezzata, ha centrato l’obiettivo della rivalutazione di questi paesaggi ricchi di storia. Alcuni dei borghi sono stati scelti come scenografie per realizzare documentari, cortometraggi e brani musicali. Non si tratta solo di raccontare la vita rurale ma di riscoprire anche la storia architettonica fatta di opere pregiate e pregevoli. Un viaggio nell’entroterra siciliano, suggestivo e colmo di profonda bellezza, dove nel descrivere i luoghi, che lo scrittore ha personalmente visitato uno ad uno, ha messo il suo tocco personale, narrativo e romanzesco dettato dalle emozioni che ha provato.
Licata: continua il tour del libro “Nell’isola che non c’è” di Beniamino Biondi. La prefazione è stata realizzata dall’urbanista e teorico della “Città Creativa” Maurizio Carta. “Esistono libri che si esauriscono nella loro dimensione fisica, contenuti nella loro forma e finiscono con l’ultima pagina. Esistono, invece, libri infiniti che generano mondi, che moltiplicano le storie, che aprono porte e che sono diversi quanto le menti e i cuori che li leggono. Il libro di Beniamino Biondi racconta storie di luoghi che sono stati, genera storie di mondi che potrebbero essere.”

“Nell’isola che non c’è” è un vero e proprio viaggio alla riscoperta di questi luoghi fatta di paesaggi sconosciuti che hanno la necessità di essere riscoperti e rivalorizzati. Nell’itinerario raccontato, dove il ricordo e la memoria di ciò che è stato si intreccia col pensiero di ciò che oggi potrebbe essere, “catapultano” il lettore realmente all’interno di questi luoghi. Paesaggi che suscitano la curiosità di visitarli. Il pensiero di Beniamino Biondi:“Questo libro è un viaggio nella Sicilia più sconosciuta, nel paesaggio segreto dell’entroterra. Strade immerse fra i campi, edifici austeri dallo stile littorio, orizzonti lirici e perturbanti. Il viaggio nella memoria attraverso il racconto del silenzio, sulle tracce di un’isola che non c’è”.
Licata: continua il tour del libro “Nell’isola che non c’è” di Beniamino Biondi. Per Carmelo Ciotta, la cultura e la conoscenza del proprio territorio, sono alla base dello spirito rotaraino, “Uniti per fare del bene“. La condivisione della bellezza della nostra terra è il modo con il quale si può salvare il mondo”.
Le immagini presenti nell’articolo sono state fornite dal Rotary Club Licata.